UNIONI CIVILI, ROSSIN (FI) "TUTELARE LA FAMIGLIA"

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Quotidiani e tv si stanno concentrando sull’attività di governo relativa alle unioni civili e alla cosiddetta ‘stepchild adoption’, ovvero  la possibilità che il genitore non biologico adotti il figlio, naturale o adottivo, del partner, di qualsiasi sesso esso sia. Può sembrare lontano dalle urgenze maggiori del nostro Paese, ma è un tema etico di rilievo e va  affrontato con la dovuta cautela.
In Campidoglio mi sono opposto fermamente alla decisione di Marino di trascrivere le unioni civili contratte all’estero , perché la ritenevo una forzatura rispetto alla legge nazionale che ancora doveva essere varata. Io ritengo che l’unica famiglia e l’unico matrimonio possibile sia quello tra un uomo e una donna, e che ogni altra forma di unione non possa essere equiparata a questo. Se è vero che è necessaria una regolamentazione giuridica delle unioni tra persone dello stesso sesso per non fare battaglie di retroguardia rispetto al resto d’Europa, è assoluta la mia contrarietà alle adozioni gay o al cosiddetto ‘utero in affitto’ (definizione che già da sé fa  rabbrividire), ovvero quel processo per cui anche due persone dello stesso sesso che non possono avere figli ‘affittano’ l’utero di una sconosciuta per avere quel figlio che la natura nega loro. Non si può mortificare e banalizzare la genitorialità attraverso una legge che può diventare il grimaldello verso le adozioni gay, con imponderabili ripercussioni sulla vita dei figli. Bisogna fare estrema attenzione su questa materia.