ROSSIN “DOPO REBUS GIUNTA LA PARTITA SI GIOCA IN AULA”

“Dopo i veti incrociati della sinistra, ci mancava anche l'apertura del neo sindaco Marino ai grillini, che rifilano un altro no al primo cittadino su indicazione del guru Grillo dopo avere fatto traballare ogni certezza anti sistema per una poltrona di assessore. Rebus di Giunta a parte, aspetteremo al varco dell'assemblea capitolina i primi provvedimenti di questa nuova amministrazione già dal primo consiglio di lunedì prossimo.
Tra grillini e "marchini" praticamente a corto di esperienza d'aula e lo scontento che già serpeggia nella maggioranza, il centrodestra dovrà interpretare un'opposizione chiara e netta, cogliendo ogni occasione per minare le già traballanti certezze di Marino e compagnia. E sarò ben felice di offrire il mio contributo fiero e puntuale a questa battaglia, come promesso a quanti hanno scelto Fratelli d'Italia alle elezioni”.

MARINO IN PREDA A CORRENTI SINISTRA

Il sindaco Marino cerca di barcamenarsi nelle correnti del centrosinistra per la formazione della nuova Giunta, correndo il rischio di scontentare qualche maggiorente pronto a fargli scontare in Aula Giulio Cesare eventuali sgambetti. Il neo primo cittadino non dimentichi, infatti, che è in Assemblea capitolina che si gioca la vera partita del governare Roma. Il peso specifico dei 48 consiglieri, molti dei quali poco pratici dell’aula, è aumentato proprio in virtù della riduzione imposta dalla riforma di Roma Capitale. A maggior ragione sarà proprio l’esperienza di Consiglio la vera marcia in più in questa consiliatura, fondamento che varrà tanto per la maggioranza quanto per l’opposizione.

QUESTA SERA ORE 21 A "METROPOLIS" SU ROMA UNO

Questa sera dalle 21 alle 22.30 sarò ospite di Metropolis, la trasmissione condotta da Valentina Renzopaoli in onda su Roma Uno Tv per commentare l'esito delle elezioni amministrative di Roma. Non mancate.

SCONFITTA ALEMANNO SIA OCCASIONE DI RIFLESSIONE E AZIONE

 

Dopo il voto delle amministrative, sono convinto che presto in tanti si morderanno le mani per aver dato il proprio consenso a Marino, così come accade a Milano con Pisapia. Roma sarà ingovernabile, intrappolata dai giochi di corrente di questa sinistra dalle mille anime. E chi non ha votato, domani non si lamenti se i problemi a Roma aumenteranno.
Ad oggi però la sconfitta del centrodestra è netta, inequivocabile. E fa male. Nonostante l’astensionismo, con questi dati si evince che anche il se il Pd avesse candidato paperino avrebbe vinto. 
Da più parti si sente parlare di redde rationem, io sostengo solo che qualcuno dovrà riconoscere la propria arroganza e incapacità di lungimiranza politica, e agire di conseguenza. Intanto voglio rivolgere il mio ringraziamento non solo a quanti hanno deciso di volermi nuovamente in Campidoglio, ma a Fratelli d’Italia e Fabio Rampelli, che mi hanno accolto e permesso di confrontarmi con il consenso popolare. Questo movimento, così giovane e allo stesso tempo accattivante, emerge come unica realtà in controtendenza nel centrodestra, accrescendo i propri voti e attestandosi come emergente e affidabile entità nel panorama dell’area politica di riferimento. Il futuro del centrodestra è qui. Fantomatiche operazioni nostalgia che porterebbero a generare un “Frankenstein” di parti ammuffite, sarebbero deleterie soprattutto se portate avanti con la stessa arroganza e l’autoreferenzialità di chi ha contribuito a mandare in fumo un’intera storia politica. Un’intera classe dirigente è stata spazzata via in soli quattro mesi ad ogni livello istituzionale, travolta da un’incapacità manifesta e da un correntismo subdolo. Il prossimo Campidoglio è lo specchio di questa situazione: chi come me proviene da una destra di carattere sociale si conta sulla dita di una mano.
Eppure i segnali erano stati evidenti, dalla fusione a freddo mai riuscita del Pdl, fino ai “panini” indigesti, ai mancati congressi, alle primarie mai fatte. E’ mancata la selezione di una classe dirigente e sono stati riproposti personaggi ormai delegittimati politicamente a tutti i livelli proprio da quel popolo che poi non li ha votati, passando dalla protesta all’indifferenza.
Roma non è stata costruita in un giorno, si dice. E di certo non è stata costruita sui ruderi.
Se si pensa che tutto si risolva con un’operazione di maquillage, non si è compreso cosa è accaduto.
Merito, confronto, ascolto della base sono i principi da cui ripartire. Una fenice già incarnata da Fratelli d’Italia che rappresenta la vera realtà del centrodestra nazionale, e il futuro per quell’area che affonda le radici nell’Msi o in An. Mai più l’impiego di termini preistorici di certa politica che ha portato alla disaffezione, ma il coinvolgimento dei cittadini alle decisioni. Un panorama che fa il paio con la realtà nazionale dove Fdi è in opposizione a questo governo, e con il sistema delle preferenze, che dovrebbe essere esportato anche per le elezioni del Parlamento. 

Questa sconfitta deve diventare occasione di riflessione e azione efficace nella Capitale così come nel resto d’Italia per il centrodestra. Un terreno sterile e arido diventa fecondo solo dopo essere stato arato. Ciascuno di noi ora dovrà essere bracciante e bagnare il campo col sudore, ogni giorno. I frutti poi arriveranno.

FINISCE L'ESPERIENZA ALEMANNO, ORA SI GUARDI AL FUTURO

Si è chiusa oggi l’esperienza governativa del sindaco Alemanno e del centrodestra a Roma. Un risultato su cui bisognerà ragionare con senso di responsabilità, e sul quale grava pesantemente il fattore astensionismo. Quest’ultimo, però, è a sua volta imputabile alla politica stessa, incapace di intercettare non solo il consenso ma addirittura la considerazione dei cittadini, passati dal voto di protesta al non voto.
Certo è che se a Roma prenderà piede la cultura del relativismo, se i nostri figli torneranno a mangiare il menù etnico a scuola, se ci sarà meno sicurezza e dilagherà il solito falso buonismo della sinistra, quanti non saranno andati alle urne e avranno lasciato ad altri la scelta sul sindaco non avranno diritto di lamentarsi. In nessun caso. Come abbiamo detto più volte, la politica si occupa di te anche se tu non te ne occupi.
Resta il fatto che per il centrodestra il risultato delle urne segna la fine di un mondo, più che uno tsunami. Sentire parlare di operazioni nostalgia che porterebbero a generare un “Frankenstein” di parti ammuffite, mette tristemente davanti al fatto che in molti non hanno compreso l’attualità storica né hanno visione del futuro. Non è più questione di maquillage politico, ma di rimettersi in cammino. Verso un nuovo mondo. 

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