UNIONI CIVILI, ROSSIN (FI) "TUTELARE LA FAMIGLIA"

Quotidiani e tv si stanno concentrando sull’attività di governo relativa alle unioni civili e alla cosiddetta ‘stepchild adoption’, ovvero  la possibilità che il genitore non biologico adotti il figlio, naturale o adottivo, del partner, di qualsiasi sesso esso sia. Può sembrare lontano dalle urgenze maggiori del nostro Paese, ma è un tema etico di rilievo e va  affrontato con la dovuta cautela.
In Campidoglio mi sono opposto fermamente alla decisione di Marino di trascrivere le unioni civili contratte all’estero , perché la ritenevo una forzatura rispetto alla legge nazionale che ancora doveva essere varata. Io ritengo che l’unica famiglia e l’unico matrimonio possibile sia quello tra un uomo e una donna, e che ogni altra forma di unione non possa essere equiparata a questo. Se è vero che è necessaria una regolamentazione giuridica delle unioni tra persone dello stesso sesso per non fare battaglie di retroguardia rispetto al resto d’Europa, è assoluta la mia contrarietà alle adozioni gay o al cosiddetto ‘utero in affitto’ (definizione che già da sé fa  rabbrividire), ovvero quel processo per cui anche due persone dello stesso sesso che non possono avere figli ‘affittano’ l’utero di una sconosciuta per avere quel figlio che la natura nega loro. Non si può mortificare e banalizzare la genitorialità attraverso una legge che può diventare il grimaldello verso le adozioni gay, con imponderabili ripercussioni sulla vita dei figli. Bisogna fare estrema attenzione su questa materia. 

 

 

COMUNE, ROSSIN (FI): "TIRARSI FUORI DA VUOTO PNEUMATICO E RILANCIARE AZIONE

Il centrodestra italiano, e quello romano in particolare, deve riuscire a tirarsi fuori dal vuoto pneumatico nel quale rischia di restare impantanato tra desiderio di rinnovamento ed eredità del passato. Se il primo non vuol necessariamente significare ridurre tutto alla data della carta d'identità o al giovanilismo, anche l'ossessione del passato e le sue riedizioni non possono essere le chiavi per il futuro, al pari di quel ricorso incontrollato a manager e società civile che ha prodotto disastri come il sindaco Marino. E' necessario selezionare una classe dirigente formata sulla tradizione e gli ideali della destra, che qualcuno vorrebbe banalmente copiare o banalizzare. Occorre essere al passo con i tempi senza inseguire i fasti del passato, e far comprendere a chi ancora accampa diritti di successione che il tempo ha già dato la sua sentenza. Il futuro del centrodestra passa per le piazze da troppo tempo dimenticate, e per la ricostruzione del rapporto con i cittadini. Anche chi ha visttuto nelle alte sfere finalmente si sta accorgendo di quello che gli eletti del popolo andavano dicendo da tempo, e che forse per timore di essere messi in disparte non veniva ascoltato. Oggi ci troviamo chiusi tra piccoli grilli parlanti, aspiranti 'spartani' che rischiano la stessa fine degli originali ma senza l'onore delle armi, un governo non scelto dal popolo e la Capitale commissariata. Chi ha portato un'intera ala della politica italiana a questo punto deve avere il coraggio di fare un passo indietro. Non ci deve essere negata l'opportunità del rilancio.

COMUNE, ROSSIN (FI): "UNICA PEDONALIZZAZIONE MARINO È QUELLA DELLA METRO"

Mentre Marino pensa alla pedonalizzazione dei Fori Imperiali come suo ultimo atto da sindaco, oggi registriamo l'ennesimo indecente stop della metropolitana. Ancora passeggeri sui binari, ancora disagi per i cittadini, ancora scene di caos ormai purtroppo divenute abituali. L'unica 'pedonalizzazione' di Marino che passerà alla storia sarà quella degli utenti della metropolitana, oggi appiedati da un trasporto pubblico indegno di una Capitale dopo gli anni di amministrazione della sinistra.

COMUNE, ROSSIN (FI): "PRESENZA MARINO IN AULA NON SOLO NECESSARIA MA DOVUTA"

E' non solo necessaria, ma dovuta la presenza del sindaco dimissionario in Aula Giulio Cesare, per rispetto dell'istituzione che l'Assemblea degli eletti rappresenta. L'aula non solo è nel pieno delle sue funzioni, ma è forse l'ultimo baluardo di democrazia a Roma. Non comprendiamo, quindi, quali resistenze possano esistere da parte del Pd e della sinistra alla partecipazione di Marino alle sedute assembleari. Non vorremmo credere che si tema di guardare in faccia la propria vittima, né che questa possa avere timore di vedere i suoi carnefici. Ognuno si assuma le proprie responsabilità come persona e come politico nell'assise cittadina per eccellenza. Sarebbe forse la conclusione più degna di questa triste vicenda alla quale ci ha sottoposto la sinistra, dall'elezione di Marino alla sua defenestrazione. Anche per rispetto nei confronti dei cittadini romani.

COMUNE, ROSSIN (FI) "DIMISSIONI MARINO VIA FACEBOOK SOLO ANNUNCIO, VENGA IN AULA"

Basta giocare a nascondino, il sindaco dimissionario Marino dia seguito a quello che ha anticipato ieri e venga in Assemblea capitolina ad annunciare ufficialmente che lascia la guida del Campidoglio. Le dimissioni via Facebook non sono dimissioni effettive, ma solo annunci. Siamo stufi di vedere insultata l'intelligenza dei romani.

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